Le elezioni nazionali e regionali sono andate come dovevano andare.
Tondo in Regione ha vinto anche grazie all'effetto trascinamento del dato nazionale.
Qualcuno ora cercherà di dare la colpa ad Illy per l'election day, secondo me Illy ha fatto la scelta giusta, i partiti che lo sostenevano non hanno lavorato abbastanza su uno dei loro compiti fondamentali: la ricerca del consenso.
Ormai il mio ruolo di segretario del Partito Democratico mi porta a dover fare analisi politiche, purtroppo in questo caso l'autocritica va fatta e mi ci metto dentro pure io: paghiamo un lavoro scadente sul territorio. Non tanto della base, perchè chi si fa il culo (scusate il francesismo) per appendere manifesti, distribuire volantini, organizzare serate ha fatto un lavoro magnifico e col cuore.
Bene le primarie, ma alla fine sono un "lavoro interno", a noi serve un "lavoro esterno".
L'exploit della Lega Nord non nasce ora, nasce dal "popolo dei gazebi", dalle decine di attivisti che magari con iniziative spesso demagogiche come le raccolte di firme per "mandare a casa Prodi", che non erano altro che una scusa per contattare la gente, per sentire l'umore della pancia dei cittadini. Quelli che si alzano alle cinque del mattino per andare a lavorare e, come dice Veltroni, non hanno bisogno del motto "Rialzati Italia" perchè loro sono già in piedi da un pezzo.
Al centro-sinistra manca questo lavoro sul territorio, i dibattiti al chiuso delle sedi provinciali dei partiti non arrivano poi fuori.
Meno palchi e più mercati, ma non a un mese dalle elezioni, da domani i nostri eletti devono venire tra la gente con noi a parlare col territorio, senza vergogna. Bisogna scendere dai piedistalli e ritornare tra la gente.
E' finita l'epoca dei partiti oligarchici, alcuni l'hanno capito, non tutti.
Non si riesce più a tirare la volata come referente locale.
I cittadini non votano chi non conoscono solo perchè glielo dice il segratario locale del partito. In questo per fortuna i cittadini italiani sono cresciuti culturalmente.
Da parte dei nostri politici non si deve avere paura di prendersi critiche ed insulti nelle piazze, perchè non hanno nulla di cui vergognarsi, hanno una fedina penale pulita e sono persone capaci di dare risposte convincenti.
Deve valere il motto: noi (la base) per loro, ma anche loro (i politici) per noi.
Si deve perdere la spocchia di essere membri di una "classe" più alta, la "classe dirigente", da questo concetto aristocratico di far politica (dal greco "oi aristoi" cioè "i migliori") non era immune anche tanta parte della Sinistra che si appellava
alla "lotta di classe", che trasformava in lotta per entrare in una "classe superiore" per alcuni.
Da oggi devono partire molte iniziative, parte tanto tanto lavoro. Sarà una lunga traversata nel deserto.
Io ci sono, a disposizione per impegnarmi, con me c'è un direttivo fatto di persone fantastiche, con le quali (a volte) si litiga, si piange insieme nelle sconfitte e si ride insieme nelle vittorie.
Da oggi non più SI PUO' FARE, come dice qualcuno degli iscritti del circolo di Prata: SI DEVE FARE!